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lunedì, 20 marzo 2006

Il braciere, quando era ancora acceso.

 

Paralympic-Cauldron

 

Quando comincia la cerimonia di chiusura sono in piazza San Carlo.  Abbiamo appena concluso il nostro lavoro. Sui gradoni della statua le signore fanno a botte per accaparrarsi il posto a sedere per vedere la cerimonia dal teleschermo allestito in piazza.  Dentro alla Medals Plaza non possiamo entrare, non siamo abbastanza accreditati (poi racconterò di come lavorare a quate Paralimpiadi sia stato un po come giocare a guardie e ladri). Comincia la cerimonia.

-Bau...bau...bau bau bau-

Una signorina bionda poco vestita declama malamente dei versi sulla primavera. La replica in inglese è ancora più sgraziata. In neanche 5 minuti decidiamo che è meglio una pizza. E abbandoniamo la piazza affollata. Non ci avviciniamo neanche alla piazza Castello. Dritti in una pizzeria con la tv che trasmette altro. Udiamo appena il rumore dei fuochi d'artificio finali.

Gli addii non sono mai stati il mio forte

postato da: massi3v alle ore marzo 20, 2006 15:50 | link | commenti (2)
categorie: addii, fine, torino 2006, cerimonia, sabaudade, paralimpiadi
giovedì, 02 marzo 2006

fuoco-paralimpicoIl fuoco è acceso ancora una volta.  Con un ponte teatrale è volato da Roma a Torino.

Tra le cose migliori: Chiamparino che protesta perchè Veltroni gli ha rubato l'avvenente Ilaria D'Amico,    il regista tv, nascosto solo da un telo, che urla ai cameramen "Cazzo! Cazzo dammi lei da vicino, più vicino, cazzo !!!" nel silenzio della piazza gremita di spettatori, e infine il comicissimo collegamento diretto con Roma che stenta a decollare e ha una differita clamorosa; nessuno sente più nessuno, nessuno capisce più nulla con il risultato che la D'amico si mette a parlare sopra alla presidente del Comitato Paralimpico Tiziana Nasi.

Menzione speciale alle ragazzine venute solo per i Gemelli Diversi, che fanno solo un pezzo, proprio mentre arriva Prodi e così nessuna camera li inquadra, nessun fotografo li fotografa e anzi, danno anche un po fastidio perchè i giornalisti sentono Mary anziche le risposte di Prodi.

Poi, acceso il fuoco, i primi tedofori portano la fiaccola in municipio.

primi-tedofori

                   Foto Gianni Direnzo e Fabrizio Bava
postato da: massi3v alle ore marzo 02, 2006 20:42 | link | commenti (2)
categorie: cerimonia, marasma olimpico, paraolimpiadi, tedofori
giovedì, 09 febbraio 2006

Cerimonia di apertura - prove generali

Attenzione ! Questo post contiene spoilers sulla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici

Se non volete avere rovinata la sorpresa della cerimonia non leggete questo post.

Torino, Stadio Olimpico. Mercoledì 8 Febbraio 2006.

Dopo una buona ora e mezza passata a cercare parcheggio e a fare la fila, entro nello Stadio Olimpico.  Speaker: "...e come in tutte le prove generali delle cerimonie olimpiche, ci saranno show solo accennati e sorprese che non potremo rivelare... e come sempre... viva le Olimpiadi, viva Torino !"

Comincia lo show. Le luci colorano di arancione tutto l'ambiente. Una musica da telefilm americano stile CSI fa salire la trepidazione. Parte un balletto di fiammelle. Esce Yuri Chechi Chechi Yuri che brandisce un martellone mentre lo attorniano dei pattinatori con la testa in fiamme. Poi molti altri pattinatori si ammassano attendendo che un testa di fuoco faccia esplodere il loro ammasso. Un inizio col botto. Faccio conoscenza col mio vicino, un signore sulla sessantina, che è al telefono e dice: "Non ci sono parole per descrivere".

Nevica carta igienica strappata a tocchettini. Persone vestite da abete tonto corrono in mezzo allo stage. Musica corale di  montagna. Sembra Natale. Costumi tradizionali e spassose mucche e tori che pattinano. Un esercito di gianduja sventola la bandiera sabauda.

Musica di amarcord. Ostia, tira una bisa gelida. Lo speaker invita il pubblico ad alzarsi in piedi per accogliere il presidente del Cio, Rogge e il presidente della repubblica, Ciampi. Il popolo torinese è diligente e si alza in piedi anche se, naturalmente, nè Rogge nè Ciampi partecipano alle prove generali. Al loro posto ci sono due volontari olimpici. Il mio vicino è scattato sull'attenti. Inno nazionale in versione Zecchino d'oro con arrangiamenti del Topo Gigio su tastierina Roland; ma il seguito diveta stile opera lirica e il pubblico partecipa con battimani stile Radeztky March al Concerto di Capodanno.

Poi, bellissimo, un centinaio di ballerini formano la figura di uno sciatore, come Art Attack. Ma la musica di Rocky se la potevano risparmiare. Poi degli uomini si calano come ragni da una struttura metallica che si gira e illuminandosi forma i cinque cerchi olimpici. Il mio vicino urla: "Madonna che bbello !!!" Effettivamente il momento cerchi olimpici è esaltante. Fanfara trionfale e cerchi che brillano come stelle. Esaltazione della volontà. Neo-Wagnerismo.  Il superuomo di Nietzsche. Mi giro e vedo il mio vicino che ride esaltato, con le lacrime di gioia agli occhi e batte le mani fino a scardinarsi l'ulna.

Finalmente entrano gli atleti. O meglio, le loro controfigure, altri volontari, in divisa da benzinaro. Prima la Grecia, poi in ordine alfabetico e infine l'Italia. Mi giro e vedo il vicino che con i fazzoletti si tampona il naso e gli occhi. E' ancora rimasto sotto al momento dei cinque cerchi. Durante tutta la, lunghissima, presentazione degli atleti c'è musica funk e soul anni 70 e primi 80, Jackson 5, FreakChic, etc etc.  Nota geo-politica: la Corea sfila unificata mentre passano tre Cine. La Rep.Pop.Cinese, la Cina HongKong e la TaipeiCinese...

Poi, in ordine libero, momento di sbandieratori, momento con banchetto settecentesco (forse un omaggio alla francesità sabauda), momento dove tutti volano (fighissimo, anch'io voglio volare attaccato a un pallone di elio!), momento di rave nipponico.

Poi arriva il discorso di Castellani (quello vero) che ringrazia un pò tutti... le istituzioni, l'Avvocato, il Toroc e soprattutto i volontari (ovazione) (meritata). Poi dice: passo la parola a Jacques Rogge, e arriva un volontario che gli fa da controfigura, che a sua volta passa la parola alla controfigura di Ciampi che dichiara aperti i giochi olimpici. Gli alpini issano la bandiera e il mio vicino è già con la mano sul cuore per cantare l'inno olimpico. Claudio Baglioni gioca a fare il direttore d'orchestra (e chi non vorrebbe) con il suo inno. Poi il mio amico Guido Foa, nei panni dello sciatore Giorgio Rocca, pronuncia il giuramento degli atleti.

A sgarro, parte il momento tristezza con Imagine di John Lennon. Lumini e accendini accesi. La gente canta, si prende per mano e comincia dondolare. Forse la volontà è annullata. Poi arriva il teodoforo finto con la torcia spenta, fa il giro dello stadio e fa finta di accendere il braciere, che è una alta torretta fuori dallo stadio. Nessuno sa come si accenderà. Super tripudio musicale con gran finale. Il mio vicino non dice più nulla. Stà lì impietrito con gli occhi lucidi.

Quando tutti credono che sia finito tutto, parte un "Va pensiero", che destabilizza la situazione. Anzichè cominciare a defluire tutti rimangono lì pensando che lo show debba ancora cominciare. Sto va pensiero non c'entra nulla. Poi i figuranti atleti se ne vanno, si accendono tutte le luci. E' finita davvero. Però...l'ultima volta che ero entrato al Comunale era per una Torino Fiorentina nel'89. Molto meno esaltante.

postato da: massi3v alle ore febbraio 09, 2006 00:33 | link | commenti (4)
categorie: torino, olimpiadi, torino 2006, cerimonia, spirito olimpico