
Case delle nazioni
Casa Italia ovvero di come l'essere ritardatario cronico impedisce di vedere la medaglia d'oro.
Il primo tentativo lo faccio intorno alle 21.30 a Casa Italia. Forte di una amica che è già dentro e che ha "inviti a pacchi" arrivo con una buona mezzora di ritardo all'appuntamento. Incontro un amico con cui mi bullo un po perchè "minghia io ciò gli inviti". Poi arriva uno su un auto blu che lo fa entrare. Io chiamo la mia amica che è già dentro ma il suo cellulare è spento. Aspetto un po e poi desisto. Non c'è speranza di entrare. E pensare che ci sarà super festa, visto che l'Italia ha appena vinto l'oro del pattinaggio a inseguimento.
Casa Olanda ovvero di come avere un'idea originale che non ha avuto nessuno.
Decido dunque di passare al piano B. Attaccare Casa Olanda. Passo a prendere Mavvia. Forte di un amico che mi ha detto che il giorno prima si è troppo divertito e che si entra senza problemi, volo in via Artom. C'è una folla da stadio. C'è un buttafuori olando-italiano. Nell'istante in cui arriviamo l'olandese comincia a urlare: "Andate a casa. Stasera non si entra più. Tornate domani" Facciamo un po di catenaccio, resistenza passiva. La folla si disperde. Rimaniamo lì. Ma anche quando non c'è più nessuno non si entra. Troppa gente dentro. Desistiamo.
Casa Sassonia ovvero di come avere una idea originale che non ha avuto nessuno ed essere felici.
Ma non ci arrendiamo. Il piano C è ancora appetibile. Casa Sassonia sta aperta fino alle 4. In corso moncalieri 2, c'è ressa. Coda per entrare, coda per uscire. Ma una volta dentro gli sguardi delle tedeschine (-ine davvero ! e non -one, come ci si potrebbe aspettare) ti consolano. Cambio la valuta in denari sassoni (indispensabili per bere la birra). Mi spiegano che si può fare un businness sui bicchieri. Anzi chiederei a Mavvia di spiegarcelo per esteso. Si balla. Si beve. Mi guardo bene attorno e capisco che all'85% siamo torinesi. E allora intuisco la genialità del tutto.
Queste Case delle Nazioni sono una raffinata supercazzola per far fare a noi, torinesi, ospitanti dei giochi, i turisti in casa nostra. Essere turisti è una condizione interiore, che non dipende dall'essere all'estero o in casa. Ci sono popoli che anche all'estero pensano di essere a casa loro (inglesi e americani sono campioni in questo). E noi siamo tendenzialmente turisti dentro. Allora questi quà si sono detti- ehi, ma perchè andare a Torino a sperperare i nostri soldi quando possiamo andare a torino a farne, di soldi ? Geniale.
